“In questo corpo, la Grande Ascia Centrale (che è il Monte Meru, cioè la spina dorsale) è circondata da sette isole (la forza vitale, il sangue, la carne, il grasso, le ossa, il midollo e lo sperma/le uova). Ci sono “fiumi” e “mari” laggiù, così come profeti, saggi, dei, dee, esseri intelligenti, tutte le stelle e i pianeti, i luoghi sacri di pellegrinaggio, altari e divinità guardiane.
Ci sono anche il Sole e la Luna, i fattori della creazione e della distruzione, i cinque Grandi Elementi: spazio, aria, fuoco, acqua e terra. Nella Grande Ascia Centrale ci sono tutte le creature, di tutti gli universi".
“Shiva Samhita” - ignoto - XVIII sec. d.C.
L’UNIVERSO, IL CORPO E LA MENTE
Se il corpo fisico rappresenta il luogo dell'esperienza diretta, il corpo sottile è il luogo in cui tale esperienza viene percepita, elaborata e trasformata in significato.
Nella tradizione yogica esso comprende le dimensioni della mente, delle emozioni, dell'energia, dell'intuizione e della coscienza; è il territorio in cui prendono forma le immagini che abbiamo di noi stessi, le nostre convinzioni, i nostri desideri e il modo in cui interpretiamo il mondo.
Secondo il Sāṃkhya, una delle più antiche scuole filosofiche dell’India e fondamento teorico dello yoga classico, la realtà è costituita dall’interazione di due principi eterni: Puruṣa e Prakṛti.
Puruṣa è la pura coscienza, il principio conoscitivo, il testimone immutabile dell’esperienza. Non agisce né si trasforma, ma illumina e rende possibile ogni esperienza.
Prakṛti è invece la natura primordiale, la matrice dinamica da cui emergono mente, sensi, corpo e mondo fenomenico. Essa rappresenta il principio di manifestazione e di trasformazione.
Nelle tradizioni tantriche, il principio dinamico della realtà è spesso espresso attraverso la coppia Śiva–Śakti. In questo contesto, Śiva rappresenta la coscienza pura, mentre Śakti è la sua potenza creatrice, l’energia che rende possibile la manifestazione dell’universo.
A differenza del Sāṃkhya, per cui Puruṣa e Prakṛti sono principi distinti, nel Tantra Śiva e Śakti sono considerati inseparabili, due aspetti della medesima realtà.
Pur appartenendo a sistemi filosofici differenti, Prakṛti e Śakti possono essere accostate come espressioni del principio creativo e trasformativo che rende possibile la manifestazione del reale.
GUNA - LE QUALITÀ DELLA MATERIA
Nel Sāṃkhya, Prakṛti è costituita da tre qualità fondamentali, chiamate guṇa, che descrivono le diverse qualità della natura:
- Sattva principio di armonia, chiarezza e luminosità;
- Rajas principio di movimento, trasformazione ed energia;
- Tamas principio di stabilità, inerzia e densità.
Quando i tre guṇa sono in perfetto equilibrio, Prakṛti permane in uno stato potenziale e non manifestato.
La manifestazione dell’universo inizia quando questo equilibrio si altera, dando origine al dinamismo della vita e all’infinita varietà delle forme.
La vita è il frutto della manifestazione creativa e conserva l’impronta dei guṇa che hanno guidato il processo trasformativo, rendendo osservabile nella forma ciò che prima esisteva solo come potenzialità.
Le forze che agiscono nel piano sottile della natura prendono forma nella materia attraverso i cinque grandi elementi — spazio, aria, fuoco, acqua e terra — che costituiscono ogni realtà percepibile.
Se i guṇa descrivono le qualità fondamentali che animano ogni processo creativo e trasformativo, i Pañca Mahābhūta ne rappresentano la manifestazione concreta nel mondo sensibile.
PANCHA MAHĀBHŪTA - I 5 GRANDI ELEMENTI
Tutto nella creazione fisica è composto dalla trasformazione e combinazione dei cinque elementi o fattori:
- Akasha, etere, spazio
- Vayu, aria
- Agni, fuoco
- Jala, acqua
- Prithvi, terra
Questi fattori sono onnipresenti sia nel microcosmo che nel macrocosmo e quando mescolandosi tra loro trovano un equilibrio nasce la materia, nelle sue innumerevoli forme.
'यथा ब्रह्माण्डे तथा पिण्डें'
Yatha Brahamande Tatha Pinde
Tutto ciò che esiste nell'universo esiste all'interno del corpo.
Caraka Samhita
La materia, e con essa anche noi, diviene così il luogo d'incontro tra l'invisibile e il visibile, tra il potenziale e il manifesto.
Nella materia tutta, sono percepibili le forze che ne hanno guidato la nascita, ed è conservata l'impronta del processo creativo da cui è emersa.
Secondo la cosmologia del Sāṃkhya, la manifestazione procede dal sottile al grossolano attraverso una serie di trasformazioni progressive della natura primordiale, Prakṛti.
Ogni elemento, o fattore, proviene dall’elemento più sottile che lo precede e dalla trasformazione di una parte di quel fattore da cui proviene, e di conseguenza contiene l'essenza di quel fattore precedente.
TANMĀTRA - JNANENDRIYA - KARMENDRIYA
Tra queste manifestazioni troviamo i Tanmātra, le "essenze sottili" della percezione che costituiscono la matrice delle esperienze sensoriali e da cui derivano i cinque grandi elementi, i Pañca Mahābhūta.
I Tanmātra rappresentano il ponte tra il mondo invisibile delle potenzialità e quello tangibile della materia.
A ciascun elemento corrisponde una qualità sensoriale predominante:
- Ākāśa (spazio, etere) è associato al suono e all'udito;
- Vāyu (aria) è associato al tatto e alla percezione del movimento;
- Agni (fuoco) è associato alla forma, al colore e alla vista;
- Āpas o Jala (acqua) è associata al gusto;
- Pṛthvī (terra) è associata all'odore e all'olfatto.
L'esperienza sensoriale del mondo avviene attraverso i Jñānendriya, gli organi della percezione:
- Shrota orecchie (udito);
- Tvak pelle (tatto);
- Chakshu occhi (vista);
- Jihva lingua (gusto);
- Ghrana naso (olfatto).
La percezione genera a sua volta una risposta e un'interazione con l'ambiente attraverso i Karmendriya, gli organi dell'azione:
- Vak apparato vocale, voce e parola;
- Pani mani e capacità di afferrare;
- Pada piedi e locomozione;
- Upashta organi della riproduzione;
- Payu organi dell'eliminazione.
In questa prospettiva, ogni processo creativo nasce da un continuo dialogo tra percezione e azione.
PANCHA MAYA KOSHA - I 5 LIVELLI DELL'ESPERIENZA UMANA
Se l'anatomia sottile descritta dal Sāṃkhya mostra come la coscienza si manifesti progressivamente attraverso sensi, percezioni e azioni, la tradizione yogica offre un'ulteriore chiave di lettura attraverso il modello dei Pancha Maya Kosha, i cinque involucri o livelli dell'esperienza umana.
Secondo questa visione, l'essere umano non è costituito soltanto dal corpo fisico, ma da una serie di dimensioni interconnesse che si estendono dalla materia più densa agli aspetti più sottili della coscienza.
- Annamaya Kośa, il corpo fisico. Significa "fatto di cibo", è il nostro involucro, il livello della materia, della forma e della percezione sensoriale.
- Prāṇamaya Kośa, il corpo energetico e del respiro. Riguarda il movimento della forza vitale. Nell'esperienza artistica si esprime nel ritmo, nella direzione del gesto, nell'intensità del segno, nella dinamica che anima il processo creativo.
- Manomaya Kośa, il corpo mentale, emotivo e cognitivo. Comprende pensieri, immagini, memorie ed emozioni. È il livello da cui emergono simboli, narrazioni, associazioni e contenuti interiori che trovano espressione nella creatività.
- Vijñānamaya Kośa, il corpo della conoscenza intuitiva, della percezione e del discernimento. Permette di attribuire significato all'esperienza. Corrisponde alla capacità di osservare, comprendere, integrare e incarnare le esperienze.
- Ānandamaya Kośa, il corpo della beatitudine. Rappresenta la dimensione più sottile dell'essere, uno stato di unità, presenza e connessione profonda. Può manifestarsi come esperienza di pace e di profonda armonia con la vita.
La consapevolezza è un continuo dialogo tra tutti i livelli dell'essere.
Ogni creazione, ogni corpo, contiene tracce dell'energia, delle emozioni, dell'intelligenza intuitiva e della dimensione più profonda della coscienza.
Yoga e arte si inseriscono in questo spazio di dialogo.
Lo yoga ha come obiettivo principale l'acquietamento della mente, favorendo così una riconnessione e un'unione autentica - yoga - con i livelli più profondi della nostra coscienza.
L'arte è una soglia tra il mondo interiore e quello esteriore, uno strumento di consapevolezza capace di mettere in relazione le diverse dimensioni dell'esperienza umana.
Questo stato di unione - yoga - ci consente infatti di vedere le cose più chiaramente, di prendere decisioni più efficaci e di vivere in modo più completo e sereno.
Attraverso il processo creativo, ciò che è percepito in modo confuso o implicito può acquisire forma, essere osservato, riconosciuto e trasformato.