Alessandra Gloria Donelli
Insegnante di yoga integrale e meditazione, conduttrice di laboratori di arteterapia.
L'Hatha Yoga è il fulcro della mia formazione e del mio insegnamento.
Nel tempo ho approfondito diversi aspetti della pratica attraverso percorsi di formazione in Functional Yoga, Vinyasa Sequencing, Accessible Yoga e Restorative Yoga. Sono inoltre pittrice e conduttrice certificata di laboratori artistici arteterapici.
Mi interessa il corpo come strumento. Mi affascina la sua capacità di muoversi nello spazio, di diventare più flessibile, stabile e forte, ma anche la possibilità che ci offre di ascoltare e percepire ciò che custodisce.
Mi interessa il respiro e la sua relazione con il corpo e con le emozioni: un tramite sottile tra il mondo esterno e quello interno.
Mi interessa la meditazione, per l'opportunità che offre di osservare ciò che accade dentro di noi e di imparare, nel tempo, a non lasciarci trascinare da ogni pensiero.
E mi interessa l'espressione creativa, come ulteriore linguaggio attraverso cui esplorare l'esperienza e darle forma.
Nel tempo ho imparato ad accogliere e coltivare questi interessi non come strade separate e indipendenti, ma come diversi sentieri che, incontrandosi e intrecciandosi, formano un unico percorso.
È da questo intreccio che nasce il mio modo di intendere la pratica: un percorso personale nel quale corpo, respiro, attenzione, meditazione ed espressione possono incontrarsi e contribuire, ciascuno con il proprio linguaggio, a una maggiore consapevolezza.
Tutte queste esperienze hanno contribuito a plasmare il mio modo di vivere e di insegnare lo yoga, permettendomi di osservare la pratica e la vita da prospettive diverse.
Nell'insegnamento metto a disposizione ciò che ho studiato e sperimentato per sostenere persone, corpi ed esperienze diverse, cercando ogni volta ciò che può essere utile a ciascuno.
Non propongo una pratica uguale per tutti, ma accompagno ogni persona nella ricerca del proprio modo di praticare, nel rispetto delle proprie possibilità, dei propri tempi e del proprio percorso.
Perché Muditā?
Muditā, in sanscrito, significa "gioia compartecipe" ed indica la gioia per la felicità e la crescita altrui.
Nella tradizione buddhista è uno dei quattro Brahmavihāra, le qualità che invitano a coltivare un modo più aperto e benevolo di stare in relazione con sé e con gli altri.
Questo concetto invita a coltivare un cuore sincero e generoso, capace di rallegrarsi per i traguardi e le conquiste altrui, superando ogni sentimento di invidia o di competizione.
Ho scelto questo nome perché mi piace l'idea di una gioia che dia spazio alla crescita, alla scoperta, al confronto costruttivo e alla possibilità di essere contenti per ciò che tutti siamo e per ciò che, passo dopo passo, possiamo diventare.
Adottando un atteggiamento di empatia e gratitudine, possiamo creare un ambiente più armonioso e positivo attorno a noi, favorendo connessioni autentiche e profonde.
Non si tratta solo di celebrare la felicità degli altri, ma di alimentare una cultura di sostegno reciproco e benessere collettivo, anche fuori dal tappetino.
Muditāsahagatena cetasā ekaṃ disaṃ pharitvā viharati…
Con una mente pervasa di gioia, dimora irradiandola in una direzione, poi nella seconda, nella terza e nella quarta; così sopra, sotto, tutt'intorno, ovunque, verso tutti gli esseri, con una mente vasta, grande, illimitata, libera da ostilità e malevolenza.
Vibhaṅga, 13 - Appamaññāvibhaṅga