RICONOSCERE CIÒ CHE C'È
Ci sono momenti in cui abbiamo la sensazione che ci manchi qualcosa.
Un cambiamento, un risultato, una versione diversa di noi.
Cerchiamo all'esterno ciò che immaginiamo possa renderci più felici e, spesso senza accorgercene, rimandiamo la possibilità di stare bene a un momento successivo: quando avremo raggiunto quell’obiettivo, quando qualcosa sarà cambiato, quando la vita assumerà finalmente la forma che avevamo immaginato.
Ma a volte succede, magari anche solo per un istante, che ci sentiamo sazi, appagati, a posto così come e dove siamo.
Non perché sia successo qualcosa di straordinario, ma perché per qualche momento non sentiamo il bisogno di aggiungere altro.
È una sensazione difficile da afferrare proprio perché non sembra avere bisogno di nulla; è una gioia vicina e profonda che scalda il cuore e illumina le giornate.
Nella tradizione dello yoga questa qualità ha un nome: Santosha (सन्तोष).
Santosha è il secondo dei cinque niyama descritti da Patañjali negli Yoga Sutra e viene generalmente tradotto come contentezza, soddisfazione, appagamento.
सन्तोषादनुत्तमः सुखलाभः
Santoṣād anuttamaḥ sukhalābhaḥ - Patañjali, Yoga Sutra II.42
Dalla contentezza deriva una felicità profonda.
La parola sukha, presente nel sutra, indica una condizione di benessere, di agio, di apertura, che può essere incontrata quando la mente smette, almeno per un momento, di inseguire continuamente qualcosa e di cercare all'esterno ciò che possiamo trovare solo all'interno.
Grazie a questo sottile spostamento dello sguardo possiamo riconoscere che la nostra esperienza contiene già qualcosa per cui essere grati.
La contentezza deriva quindi dalla predisposizione a notare tutte quelle piccole e grandi cose di cui facciamo esperienza nel quotidiano, spesso così familiari da diventare invisibili.
La pratica della presenza mentale può restituire loro valore e importanza.
L'appagamento non dipende dalla perfezione delle circostanze, non richiede che tutto ciò che viviamo sia piacevole. Possiamo essere attraversati dalla fatica, dall’incertezza, dalla tristezza e, nello stesso tempo, riconoscere ciò che continua a sostenere la nostra esperienza.
Possiamo accorgerci del respiro che ci accompagna senza dover fare nulla perché accada, del corpo che ci sostiene, del calore del sole sulla pelle, di un profumo che ci smuove un sentimento, della meraviglia che proviamo osservando un paesaggio.
La gratitudine può allora diventare meno legata a un elenco di cose per cui essere grati e più simile a una disposizione dello sguardo.
NELLA PRATICA
Sul tappetino possiamo iniziare proprio da qui: riconoscere di avere un corpo da ascoltare, un respiro da seguire, un tempo che possiamo dedicare a noi stessi.
Un movimento può diventare qualcosa da sentire. Una posizione può offrirci stabilità, spazio, forza o semplicemente la possibilità di respirare. Una pausa può permetterci di notare ciò che rimane sullo sfondo mentre ci muoviamo e di concederci il tempo per sentirne il valore.
È questo che rende Santosha una pratica d'attenzione e non soltanto uno stato d’animo.
ATTENZIONE AL RESPIRO- Dirgha Pranayama
Dīrgha Prāṇāyāma , o “respiro yogico completo”, è una tecnica semplice ma molto efficace che insegna a portare consapevolezza alla respirazione, favorendo la calma e la presenza mentale. Col tempo contribuisce ad aumentare la capacità polmonare.
Viene anche chiamata "three-part breath" o "respirazione in tre parti".
TECNICA
Siediti in una posizione comoda (Sukhasana, Vajrasana) o su una sedia:
La colonna è allungata ma non rigida; il mento è leggermente ritratto ma non comprime la gola; il tratto cervicale è disteso; il viso è rilassato; la lingua è morbida.
Puoi posare una mano sul ventre e una sul petto per percepire meglio il movimento del respiro che si sviluppa dal basso verso l’alto in tre fasi che si integrano come un’onda:
RESPIRAZIONE ADDOMINALE
- Porta l’attenzione all’addome e al basso ventre;
- Inspira lentamente dal naso lasciando che l’aria riempia la parte bassa dei polmoni e l’addome si espanda verso l’esterno;
- Espirando, senti l’addome rientrare dolcemente: qui attivi il diaframma.
RESPIRAZIONE TORACICA
-
Porta l’attenzione al torace: davanti, di fianco e dietro;
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Dopo aver riempito l’addome, continua ad inspirare: le costole si allontanano tra loro, il torace si apre lateralmente, il petto e la schiena si espandono;
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Espirando, lascia che le costole si richiudano e che l’addome rientri dolcemente.
RESPIRAZIONE CLAVICOLARE
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Porta l’attenzione alla parte alta del petto e alle clavicole;
-
Dopo aver riempito l’addome e il torace, continua ad inspirare sollevando leggermente la parte alta del petto e le clavicole;
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Espirando lentamente dall’alto verso il basso, si rilassano le clavicole, si chiude il torace e rientra l’addome.
FLUSSO COMPLETO - ADDOME, TORACE, CLAVICOLE
-
Il respiro è continuo, morbido, silenzioso e senza sforzo;
-
Inspira dal basso verso l’alto riempiendo gradualmente
addome → torace → clavicole - Espiria dall’alto verso il basso svuotando gradualmente
clavicole → torace → addome - Mantieni un rapporto 1:1 tra inspirazione ed espirazione (per esempio, puoi inspirare in 5 secondi ed espirare in 5 secondi);
- Porta l’attenzione alla sensazione dell’aria che si muove;
👉 Non è necessario enfatizzare la profondità della respirazione. La respirazione può essere ampia ma deve rimanere assolutamente stabile e confortevole, senza creare affanno né fatica.
❗️ Se emergono tensione o affanno o capogiri, fermati e respira normalmente. Adatta la durata e l'intensità della respirazione alle tue esigenze, nel rispetto delle tue caratteristiche.
ATTIVITA' CREATIVA - JOY JAR
Materiale: un barattolo di vetro per conserve con tappo, strisce di carta, matite colorate, pennarelli, penna per scrivere
- Durante la giornata tenta di fare caso a ciò che fai: quando ti muovi, quando ascolti,quando parli.. e fai tesoro delle esperienze che hai fatto.
- Verso sera, o prima di andare a dormire, pensa a 5 cose per cui sei gratə: vanno bene anche cose che ti sembrano superficiali.
- Prendi una sriscia di carta o un pezzetto di foglio e scrivile nell’ordine che preferisci.
- Associa, se ti va, un colore e una forma a queste cose: ancora, senza pensarci troppo.
- Disegna, colora, decora il foglietto come preferisci.
- Conserva la tua esperienza:
Piega o arrotola la striscia di carta e mettila in un barattolo di vetro. - In men che non si dica, avrai un barattolo colorato, pieno di meraviglie.
- Quando sei triste e pensi che tutto vada storto, apri il barattolo e fai il pieno di cose belle.