VIVEKA

Imparare a distinguere

Quanto di ciò che pensiamo di sapere corrisponde davvero a ciò che sta accadendo?

Ogni giorno interpretiamo ciò che ci accade dando un significato alle sensazioni del corpo, alle emozioni, alle parole degli altri, alle situazioni che viviamo. È un processo naturale: per orientarci nel mondo abbiamo bisogno di riconoscere, collegare, prevedere.

Ma non sempre ciò che interpretiamo coincide con ciò che è.

Una sensazione diventa rapidamente un giudizio. Un pensiero può trasformarsi in una certezza. Un'esperienza passata può diventare una previsione sul futuro.

Sentiamo il corpo affaticato e pensiamo di non essere abbastanza forti. Proviamo disagio e lo interpretiamo come qualcosa da evitare. Non riusciamo a fare una cosa  e concludiamo pensando di non esserne capaci.

Viveka introduce una possibilità diversa: distinguere.

Il termine viene generalmente tradotto come discernimento, discriminazione, capacità di distinguere.

Nello Yoga Sūtra II.26 Patañjali parla di viveka-khyāti, la “conoscenza discriminante”, indicandola come un mezzo per superare l'ignoranza (avidyā).

Non si tratta di giudicare ciò che è giusto o sbagliato, né di analizzare continuamente ogni esperienza.

Si tratta di imparare a riconoscere le differenze.

Una sensazione non è necessariamente un pericolo.
Un pensiero non è necessariamente un fatto.
Un'emozione non è necessariamente una verità.
Un limite momentaneo non definisce necessariamente ciò che siamo capaci di fare.

Distinguere non significa negare ciò che sentiamo. Al contrario, significa poterlo ascoltare con maggiore precisione.

Distinguere senza separare

C'è però un'altra sfumatura importante.

Discernere non significa dividere il mondo in categorie rigide: questo sì, questo no; questo positivo, questo negativo; questo appartiene a me, questo non mi appartiene.

La realtà dell'esperienza è più complessa.

Viveka può essere inteso come una capacità progressiva di vedere con maggiore chiarezza, riconoscendo ciò che cambia, ciò che rimane, ciò che è esperienza e ciò che è interpretazione.

È una qualità che si coltiva nel tempo.

Nella pratica, come nella vita, possiamo imparare a fermarci un istante prima di reagire e chiederci:

Che cosa sto realmente osservando?
Che cosa sto aggiungendo io?
Che cosa posso scegliere, ora, di farne?

Forse il valore del discernimento sta proprio qui: non nel darci risposte definitive, ma nel restituirci la possibilità di guardare un po' più da vicino prima di concludere.

Viveka non elimina la complessità dell'esperienza, ci aiuta a starci dentro con maggiore chiarezza.

Anche il corpo insegna a distinguere

La pratica dello yoga offre continuamente occasioni per esercitare questa capacità.

Quando assumiamo una postura, possiamo accorgerci che il corpo comunica attraverso molte sensazioni diverse: tensione, pressione, fatica, stabilità, instabilità, calore, resistenza, comodità.

Imparare a praticare non significa ignorare queste informazioni, ma imparare a leggerle.

Posso distinguere una sensazione intensa da una sensazione dolorosa?
Posso riconoscere la differenza tra il lavoro muscolare e uno sforzo che non mi è utile?Sto cercando di approfondire la posizione perché il corpo lo permette o perché voglio raggiungere una forma?

Sono domande semplici, ma richiedono attenzione.

E l'attenzione, quando diventa più precisa, può modificare il nostro modo di rispondere, di prendere decisioni.

Forse posso rimanere nella posizione (o in una situazione)
Forse posso modificarla.
Forse posso uscirne.

Il discernimento non consiste nel trovare sempre la risposta corretta, ma nel creare le condizioni per poter scegliere con maggiore consapevolezza, tra le varie opzioni possibili.

ATTIVITÀ KRIYART - direzioni possibili

  • Prendi un foglio (preferibilmente per acquarelli).
  • Scegli colori liquidi: acquarelli, Ecoline, acrilico molto diluito.
  • Fai una macchia con uno o più colori sul foglio.
  • Ad occhi chiusi, muovi il foglio in varie direzioni, lasciando che il colore coli in modo casuale. In alternativa, puoi far muovere il foglio a qualcun altro.
  • Apri gli occhi e osserva cos’è successo: nota cambiamenti, percorsi, forme, spazi. Soffermati sui bordi delle colature, sulle sfumature di colore o sugli spazi vuoti....

Ti piace quello che vedi? Intervieni su quello nel modo che preferisci:

  • Puoi ricominciare da capo o valorizzare quello che c'è.
  • Puoi contornare con un pennarello, una matita colorata o un pastello, aggiungere dettagli, enfatizzare la forma che hai scelto o colorare gli spazi vuoti...

Ascoltati e scegli, tra le direzioni possibili, quella che risuona con te.


विवेकख्यातिरविप्लवा हानोपायः 

viveka-khyātir aviplavā hānopāyaḥ

La conoscenza discriminante, costante e ininterrotta, è il mezzo per l’eliminazione dell’ignoranza.

Patañjali, Yoga Sūtra II.26