SAMĀVEŚA

SAMĀVEŚA

C’è un equilibrio sottile tra presenza e azione, difficile da forzare, ma riconoscibile quando si verifica.

La mente smette di vagare tra un prima e un dopo e trova appoggio nel qui e ora: ciò che si pensa e ciò che si fa si incontrano in un unico punto di integrazione.

Il respiro sostiene il movimento senza interromperlo. 

Il corpo compie un gesto e la mente è lì ad assisterlo.

L’azione non è separata dalla concentrazione.

Ciò che radica e ciò che si muove si stabilizzano in un equilibrio dinamico, senza dispersione.

Non si tratta di una fusione indistinta, ma di un’unione vigile tra corpo, mente ed energia.

Nella pratica questo si traduce in gesti più essenziali, in una forza che sostiene senza irrigidire e in una leggerezza che non è superficialità ma disponibilità al cambiamento. 

La coerenza diventa equilibrio, sostenuto momento dopo momento attraverso ascolto e attenzione dal modo in cui respiriamo, al modo in cui stiamo in piedi, in cui reagiamo, in cui ci fermiamo per ponderare le nostre scelte.

Samāveśa non è un traguardo da raggiungere, ma un invito a entrare pienamente in ciò che stiamo vivendo, a essere completamente presenti in ogni gesto, anche nel movimento, nell’azione quotidiana.

Vishnu e Lakshmi a cavallo di Garuda, acquarello su carta, riproduzione contemporanea di Kailash Raj

Il termine Samāveśa deriva dal sanscrito: sam significa “insieme, completamente”, e la radice viś significa “entrare, stabilirsi”. Letteralmente, indica un “entrare pienamente”, un immergersi con una presenza consapevole.

Nei testi filosofici e tantrici, il concetto di Samāveśa viene collegato all’esperienza di integrazione interiore. 

Ad esempio, nella tradizione Shaiva del Kashmir, opere come la Īśvarapratyabhijñāvivṛtivimarśinī parlano di samāveśa-lakṣaṇa come di uno stato in cui il praticante raggiunge coerenza interna e realizzazione attraverso raccoglimento e concentrazione. Qui l’energia non si disperde, ma converge verso il centro, favorendo un’esperienza di presenza unificata.

Riferimenti:

Īśvarapratyabhijñāvivṛtivimarśinī (Kashmir Shaivism), concetto di samāveśa-lakṣaṇa – per lo stato di integrazione e realizzazione. (wisdomlib.org)

Concetti comparativi di samādhi nello Yoga classico – Yoga Sūtra di Patañjali e Bhagavad-Gītā. (Wikipedia: Samādhi)


HATHA YOGA

Intenzione → Coltivare presenza e armonia interiore, riconoscendo i propri limiti e punti di forza come basi per nuove opportunità di crescita.

Chakra: Muladhara e Svādhiṣṭhāna

Muladhara → radicamento, stabilità fisica ed emotiva, prepararsi ad intraprendere nuovi percorsi o affrontare momenti di transizione con equilibrio e solidità.

Svādhiṣṭhāna → fluidità, creatività e introspezione, riconoscimento e accettazione dei propri desideri

Samāveśa diventa una guida per la sequenza di Garuda Krama, dove ogni gesto, ogni intreccio e ogni equilibrio corporeo sono un invito a sperimentare questa integrazione.

Il focus di questa pratica è allenare la capacità di stare nel presente, affrontare le sfide con forza e leggerezza, e accogliere le esperienze con equilibrio e apertura.

La pratica sostiene consapevolezza, ascolto e integrazione corpo-respiro, esplorando movimenti e posture con gentilezza, attenzione e precisione neuromotoria.

Questa sequenza è progettata su Garudasana come posa apice:

Garudasana richiede concentrazione, equilibrio e stabilità.

Le braccia e le gambe intrecciate simboleggiano l’introspezione e la forza interiore.

Aiuta a radicare il corpo e attivare il core, rafforza gambe, glutei e spalle, e migliora equilibrio e stabilità.

L’incrocio coordinato di gambe e braccia stimola la coordinazione tra occhi, mani e piedi, favorisce il timing e la precisione dei movimenti e l’integrazione sensomotoria tra gli arti inferiori e superiori, allenando quindi anche la concentrazione e il controllo neuromotorio, unendo forza e leggerezza in ogni movimento.

Garuda è una figura mitologica induista e buddista, rappresentata come un imponente essere divino, metà uomo e metà aquila, noto come "re degli uccelli" e cavalcatura del dio Vishnu.

Simbolo di forza, vigilanza e lealtà, Garuda rappresenta visione chiara, forza e leggerezza.


👉 Ho creato una sequenza di Hatha Yoga dedicata a Samāveśa che puoi scaricare dal mio profilo Tummee. https://www.tummee.com/yoga-sequence/3IDnA


KRIYART

Materiale: Un foglio, uno strumento di scrittura (matita, penna, pastello…), colori a scelta (matite colorate, pennarelli, acquarelli...).

PRESENZA - 2 MINUTI

  • Chiudi gli occhi e porta il respiro al centro.
  • Se riesci, pratica Ujjayi Pranayama.
  • Inspirando, immagina che da un punto si espanda qualcosa: una sfera, una luce, un energia, una linea, delle forme…
  • Espirando, immagina che la tua visualizzazione ritorni al centro, contraendosi.

GESTO CREATIVO - >10 MINUTI 

  • Inspirando, traccia una linea: una spirale, dei cerchi concentrici, o una forma che rappresenti te stesso, dall’interno verso l’esterno del foglio.
  • Fermati un istante, senza staccare la matita dal foglio.
  • Espirando, torna verso l’interno, tornando al tuo centro.
  • Mantieni un ritmo lento e calmo, lasciando che il tratto segua il tuo respiro e il tuo sentire.
  • Varia intensità e densità del tratto in base alle sensazioni che emergono.
  • Apri gli occhi e osserva il disegno: senza giudizio, né verso te stesso né verso il tuo lavoro.
  • Nota le sensazioni, i pensieri e le emozioni emerse.
  • Se desideri, completa il disegno colorandolo come preferisci:

arrotonda gli angoli, colora le aree definite dalle linee, usa acquerelli o pastelli, seguendo i colori che senti tuoi.

CONSAPEVOLEZZA - 3 minuti

Da un timido punto di partenza a un insieme armonioso: 

Mano a mano che lavori, lasciandoti guidare fluidamente da quello che senti, il disegno prende forma e si arricchisce di sfumature sempre più in linea con il tuo stato d’animo.

Non c’è giusto, nè sbagliato.

C’è ascolto e attenzione. C’è coerenza tra pensiero e gesto.

Questa pratica può diventare un piccolo rituale quotidiano per ritrovare centratura, calma e introspezione, anche fuori dalla pratica yoga.

https://youtube.com/shorts/hD_aP8aSKZk?si=JmO7Ew0XoK3p50hO

PRANAYAMA

UJJAYĪ

Il respiro lento e controllato riduce l’attivazione nervosa, calma la mente e favorisce la concentrazione.

Il suono sussurrato e ritmico del respiro aiuta a portare attenzione al corpo e al momento presente, collegando mente, respiro e movimento.

Stimola il plesso vagale, favorendo il rilassamento, la regolazione del sistema nervoso e l'integrazione corpo-mente.

Il respiro è attivo ma morbido, sostenendo l’esecuzione delle posture senza rigidità, armonizzando forza e apertura.

Aiuta a guidare il flusso della pratica, rendendo la transizione tra le asana più fluida e consapevole e accompagna le asana con ritmo costante, migliorando la coordinazione e la precisione dei gesti.

Ujjāyī equilibra sforzo e leggerezza, supporta la stabilità energetica e facilita l’integrazione corpo-mente, accompagnando le posture con fluidità e armonia.

Ti aiuterà a rimanere presente nel movimento e a espandere la durata della respirazione, evitandoti di spezzare il respiro durante la pratica, di andare in affanno o in apnea.


NAMASKAR

Alessandra