SVĀDHYĀYA

Pubblicato il 30 gennaio 2026 alle ore 15:02

LO STUDIO DEL SĖ

Il termine sanscrito significa “studio di sé”: Sva = sé, Adhyaya = lezione, lettura, studio.

Un percorso di introspezione e riflessione che utilizza la pratica fisica, la meditazione e la contemplazione per esplorare la propria interiorità.

शौचसंतोषतपःस्वाध्यायेश्वरप्रणिधानानि नियमा -  Yoga Sutra 2.32 - Patanjali

śauca-santoṣa-tapaḥ svādhyāya īśvara-praṇidhānāni niyamāḥ

“Pulizia, contentezza, disciplina, studio di sé e devozione all’Assoluto costituiscono i Niyama.” 

Patanjali ci ricorda che lo studio di sé  non è teoria, ma pratica quotidiana, accompagnata da purezza, accettazione, disciplina e fede. 

Svādhyāya, l’introspezione, non è un processo mentale teorico, ma un’esplorazione attenta di sé stessi, esperienziale e trasformativa che ci rende consapevoli testimoni della nostra vera natura.

Spesso ci identifichiamo con ciò che proviamo, con pensieri, abitudini e ruoli che interpretiamo, perdendo il contatto con noi stessi.

Svādhyāya è la disposizione  ad andare oltre, con gentilezza, senza giudizio e senza forzature, superando preconcetti e condizionamenti.

Svādhyāya si coltiva nell’ascolto del corpo, nell’attenzione ai pensieri e nella scelta di cercare ciò che siamo davvero.

Respiro dopo respiro, passo dopo passo.


HATHA YOGA

Intenzione → allenare lo sguardo interiore, aprirsi gentilmente alla propria verità ed evitare di riconoscersi nei propri pensieri e nelle proprie azioni/reazioni. 

Integrare consapevolezza ed espressione in modo coerente nella vita quotidiana. 

Chakra principali: Ajna, Muladhara, Swadhisthana, Viśuddha 

Ajñā asse principale
Introspezione e consapevolezza.

Mūlādhāra fondamento silenzioso.

Radicamento, stabilità, senso di sicurezza e presenza nel corpo; base solida da cui osservare se stessi senza perdersi, sostenendo il processo di esplorazione interiore.

Svādhiṣṭhāna  canale di accoglienza delle emozioni senza giudizio.

Spontaneità, fluidità, creatività, ascolto delle emozioni e relazione con il desiderio.

Capacità di lasciare emergere contenuti interiori e trasformarli in espressione autentica,

Svādhiṣṭhāna non esprime emozioni ma permette di farle emergere.

Presente come supporto emotivo nella pratica Hatha e nella spontaneità del gesto nella pratica KriyArt.

Viśuddha integrazione finale nella pratica KriyArt

Non comunica verso l’esterno, ma allinea visione e verità interna: riconosce e dà un nome al concetto che attraverso l’esperienza della pratica ha ora un nuovo significato,

👉 Ho creato una sequenza di Hatha Yoga dedicata a Svādhyāya che puoi scaricare dal mio profilo Tummee. https://www.tummee.com/yoga-sequence/V0jGF 

❗️Ricordati di praticare consapevolmente, nel rispetto del tuo corpo.

स्थिरसुखम् आसनम् - Patanjali - Yoga Sutra 2.46

sthira sukham āsanam

La postura è ciò che è stabile e piacevole.


KRIYART YOGA

Prima parte - Il Testimone - 10 MINUTI

Materiale: un foglio bianco, una matita di grafite 

SEGNO CREATIVO  - 3 minuti

  • Prendi un foglio bianco e una matita.
  • Chiudi gli occhi e appoggia la punta della matita sul foglio. 
  • Traccia un unico segno continuo, senza staccare la matita dal foglio, lasciando che la mano si muova liberamente al ritmo del tuo respiro, senza preoccuparti dell’aspetto del segno che ne risulterà.
  • Quando decidi che il segno sarà finito, fermati, stacca la matita dal foglio ed apri gli occhi.

Il TESTIMONE - 3 minuti

  • Respira e osserva la linea che hai appena creato.
  • Osservane il movimento, la spontaneità e l’intensità.
  • C’è qualcosa che ti colpisce?
  • Questa linea rappresenta il tuo stato d’animo?
  • Ti rappresenta in qualche modo in questo momento della tua vita?

Non chiamarlo giusto o sbagliato. 

  • Riempi gli spazi creati dall’incrociarsi della linea con i colori che desideri.
  • Non devi colorare per forza tutti gli spazi. Lasciati andare. Usa i colori che vuoi. 
  • Tenta di stare negli spazi, ma se esci fa niente.

CONSAPEVOLEZZA - 3 minuti

  • Sei il creatore della tua linea.
  • Sei il testimone della tua linea.
  • Non sei la tua linea.

Seconda parte - Il Creatore - >20 MINUTI

Materiale: Il foglio della pratica precedente, matita di grafite, matite colorate, pennarello nero, pennarelli colorati.

GESTO CREATIVO - >10 minuti

  • Riprendi il foglio e la matita di grafite.
  • Chiudi gli occhi e disegna un’altra linea continua.
  • Sovrapponila al lavoro che hai eseguito senza esitazione.
  • Alla fine del tuo gesto, apri gli occhi ed osserva cos’è cambiato.

Come ti senti?

La nuova linea rappresenta il tuo stato d’animo? 

  • Con un pennarello nero ripercorri le linee che hai tracciato tentando di sovrapporle il più fedelmente possibile.
  • Ora arrotonda tutti gli angoli formati dall’incrociarsi delle linee nere.
  • Quando hai finito, fermati.
  • Chiudi gli occhi, respira e riaprili.
  • Se ti va, decora gli spazi che hai già colorato.

CONSAPEVOLEZZA - 3 minuti

  • Osserva il tuo lavoro in modo distaccato e, per quanto possibile, senza giudizio.
  • Soffermati sul movimento delle linee. Sul loro infittirsi o diradarsi.

Cosa noti? 

C’è differenza tra il prima e il dopo?

Intervenendo sulle linee, hai cambiato qualcosa? 

Hai notato il dialogo tra il prima e il dopo?

Hai notato come integrando due segni diversi, hai creato un insieme armonioso?

  • Le tue linee sono diverse, ma ora formano un tutt’uno: sono complementari.
  • Ora, senza giudizio, osserva il tuo punto di partenza e il tuo percorso in ogni linea, angolo, spigolo, arrotondamento e sfumatura di colore.
  • Osserva il lavoro finito.

Sorridi:

Non sei la tua linea, sei il testimone e il creatore della tua linea.


BHRAMARI PRANAYAMA

PREPARAZIONE

  • Ci mettiamo seduti in una posizione comoda: in Sukhasana o Vajrasana. Serviamoci del supporto di un cuscino o di un mattoncino per tenere le anche sollevate rispetto alle ginocchia. Questo ci aiuterà a tenere la schiena dritta senza sforzare la zona lombare. 
  • Chiudiamo gli occhi ed osserviamo il nostro punto di partenza: portiamo l’attenzione dall’esterno verso l’interno:
  • Muoviamoci liberamente: muoviamo le spalle, le braccia ed oscilliamo spontaneamente, col busto fino a trovare il nostro centro.
  • Facciamo delle circonduzioni con le spalle in un senso e nell’altro, alziamole ed abbassiamole, rilassiamo le braccia e le mani.
  • Rilassiamo il collo. Il mento leggermente abbassato, la nuca allungata.
  • Apriamo e chiudiamo la bocca per rilassare le tensioni accumulate nella mascella.
  • Chiudiamo dolcemente la bocca, le labbra sono morbide e i denti non si toccano, la lingua è staccata dai denti.
  • Le palpebre sono chiuse, lo sguardo è rilassato verso l’interno, lo spazio tra le sopracciglia è disteso. La fronte si apre donando una sensazione di freschezza.
  • Come ci sentiamo in questo momento? Com’è il nostro respiro? È lento, è veloce? È leggero e superficiale, o è pesante e profondo? Dove sentiamo il respiro? nell’addome? Nel petto? Corrisponde al nostro stato d’animo?

TECNICA

  • Portiamo ora le mani davanti al volto.
  • Con le dita chiudiamo delicatamente le palpebre, le orecchie, le narici e la bocca.

Gli indici chiudono dolcemente le palpebre;

I medi chiudono delicatamente le narici;

Anulari e mignoli si appoggiano sopra e sotto le labbra;

I pollici chiudono le orecchie. 

  • Inspiriamo profondamente dalle narici
  • Espiriamo lentamente emettendo un suono continuo “mmmm”, simile al ronzio di un’ape, lungo tutta la durata dell’espirazione.
  • Concentriamoci sul suono e sulla vibrazione: possiamo percepirla nella testa, nel cuore o in tutto il corpo.
  • Questo è un ciclo.
  • Ripetiamo per 6- 8 cicli, con calma mantenendo la vibrazione dolce, non forzata, e la mente concentrata sul respiro e sullo stato interiore.

Se la mente vaga, riportala dolcemente al suono, alla vibrazione e alla risonanza nel corpo.

INTEGRAZIONE (2 minuti)

  • Rilassiamo le braccie e appoggiamo le mani sulle ginocchia.
  • Respiriamo naturalmente, lentamente e profondamente:
  • Notiamo il corpo, la mente e  le sensazioni che emergono.
  • Osserviamo qualsiasi pensiero, intuizione o emozione, senza giudizio.
  • Come ci sentiamo in questo momento? Com’è il nostro respiro? Corrisponde al nostro stato d’animo?
  • Quando ci sentiamo pronti, apriamo lentamente gli occhi.

 

🔎 Il Bhramari Pranayama, noto anche come "il respiro dell'ape", è una tecnica di respirazione rilassante e rinfrescante.

Questa pratica consiste nell'emissione di un ronzio simile a quello di un'ape.

La vibrazione prodotta durante l'espirazione stimola il sistema nervoso parasimpatico, aiutando a ridurre stress, ansia e rabbia, facilita il ritiro dei sensi (pratyahara), migliora la concentrazione (dharana) e predispone alla meditazione (dhyana).

Questa pratica è accessibile a chiunque e offre un profondo rilassamento al sistema nervoso, abbassa la pressione sanguigna, promuove l'introspezione e un sonno rigenerante.

❗️È importante non premere troppo forte sulla cartilagine dell'orecchio durante la pratica. 

 


BUONA PRATICA!